San Pietro in Bevagna

san pietro in bevagna

 

Questo post può essere considerato la continuazione del post precedente riguardante la mia amata Puglia, ma siccome riguarda un posto speciale, occorre soffermarci! San Pietro in Bevagna. Un nome come tanti altri comuni italiani, dedicati all’apostolo Pietro, ma dietro il quale si nasconde un caratteristico quanto unico scorcio di Puglia. Si tratta di un paesino della provincia di Taranto, sconosciuto o quasi; al di fuori di tutte le mete turistiche e lontano da qualsiasi itinerario organizzato, San Pietro in Bevagna si affaccia sulla costa Ionica pugliese, con le sue spiagge sabbiose, costituite dalle famose dune di macchia mediterranea a ridosso di un mare cristallino e incontaminato. Un ambiente, in alcuni tratti deturpato negli anni precedenti, dall’urbanizzazione selvaggia, come si può vedere dalla foto del ponte. Un posto poco abitato durante l’inverno ma, appena i primi tepori primaverili si diffondono nell’aria con i profumi del mirto e rosmarino e non appena il sole comincia a prendere forza dopo il gelo dell’inverno, lo cominciano ad animare i villeggianti della domenica (tipo me), con comitive di famigliole che ne approfittano per delle passeggiate sulla sabbia. Però, per me, il vero motivo per cui si differenzia dalle altre mete limitrofi (da non trascurare ovviamente, come Campomarino, Torre Colimena, Punta Prosciutto, Porto Cesareo) è la “Riserva Naturale della Foce del Fiume Chidro”. Infatti a poche centinaia di metri dalla città, sfocia nel mar Ionio un fiume di nome Chidro, le cui acque provengono da falde acquifere di origine carsica, a 10 km di distanza dalla città. La spiaggia attigua è un paradiso per gli occhi, per il corpo e per la mente. Le acque gelide che sgorgano in mare, con un gettito violento e costante, fanno trasparire il brillante colore della bianchissima sabbia.

Questa cartolina che vi ho descritto, l’ho “vissuta”quest ultimo week-end corto, ovvero con l’insolita partenza alle 22 del sabato e ritorno per le 22 della Domenica. Organizzazione improvvisa ma precisa, con l’intento di dormire in tenda,  in spiaggia,  proprio dove sfocia il Chidro in perfetto stile Into the wild. Il posto lo conoscevo già da tempo, è uno dei miei preferiti, nascosto e misconosciuto ai più. Quindi non ditelo in giro 😀 Ogni estate, ci faccio ritorno più di una volta, dato che è a circa 200 km da dove vivo. Arrivo con 3 amici, montiamo le tende, accendiamo un fuocherello (forse era pure vietato) per cuocere i marshmallow, narghilè e sangria e così che facciamo l’alba. La sveglia alle 9, ce la fa il brusio che si trasforma man mano in caciara, dei primi bagnanti della domenica, che hanno la particolarità di essere, per la maggior parte, del posto o delle zone vicine. Intera giornata dedicata al relax fino al tramonto in spiaggia. Smontiamo tutto e ripartenza per casa alla vita normale. Ah dimenticavo una particolarità del viaggio verso casa: la strada del ritorno (come quella dell’andata), obbliga al passaggio attraverso l’impianto industriale ILVA, un mostro che mette veramente timore e angoscia e che lascia pensare come nel giro di pochi chilometri, possano alternarsi paradiso e inferno.

Alla prossima!

Mi raccomando #nonveniteinpuglia

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...